Civiltà dell'inutilità

Ciao a tutti!!😊 come state? 

Io sto facendo moolti esami e uno mi ha portato a conoscere l'argomento di cui vorrei parlari oggi: la civiltà dell'inutilità!

Se vi dicessi che esiste una popolazione che ha creato oggetti e li ha sviluppati o sempre più solo per il gusto di superare gli altri concorrenti a chi pensereste?
Di certo non alla popolazione dell'Isola di Pasqua. Beh ora vi racconto un po' la loro storia che ho scoperto bazzicando per la rete.


L'isola di Pasqua in realtà era chiamata Rapa Nui e doveva il suo nome alla scoperta, il giorno di Pasqua (da qui il nome datole dagli europei), dell’esploratore norvegese Jakob Roggeveen nel 1722. Egli fu il primo europeo a mettere piede su questa piccola isola posta a più di 3.000 km di distanza dalle coste cilene, di cui tutt'oggi è possedimento, ma non fu il primo essere umano in assoluto. I polinesiani l’avevano preceduto di più di mille anni ed in un secolo arrivarono a contare 15.000 abitanti divisi in 12 clan che abitavano in 12 “distretti” vivendo di pesca, allevamento e agricoltura. Quello che spezzò “l’incantesimo” fu l’idea di costruire simboli religiosi ma soprattutto simboli di potenza detti moai che in seicento anni arrivarono a ricoprire l’isola. Si trattava di enormi statue con sembianze umane, create a pezzi all’interno dell’isola trascinati poi, facendoli rotolare su tronchi, fino alla costa dove venivano assemblati nelle forme che oggi conosciamo. Dopo i primi moai eretti “innocuamente” da qualche clan, iniziò un vera e propria guerra tra di essi che alle armi sostituiva le sculture usate come metro di potenza e superiorità sugli altri. Questa corsa alla creazione dei moai portò anche ad un radicale cambiamento del microclima dell’isola a causa della deforestazione, necessaria per il trasporto dei pezzi, che insieme alla conseguente diminuzione delle risorse idriche e all’aumento dell’erosione dei terreni, portarono ad un peggioramento delle rese agricole. Oltre ciò la caccia intensiva aveva fatto estinguere diverse specie di uccelli e senza legno non si poterono costruire canoe per cui la pesca divenne quasi impraticabile.
Ovviamente il cibo iniziò a scarseggiare e per questo scoppiò una vera e propria guerra civile in cui il cannibalismo, fino ad allora sconosciuto, prese rapidamente piede.
Per questi motivi, quando gli svedesi arrivarono sull’isola, trovando un gruppo esiguo di persone malconce, malnutrite e di certo non in grado di erigere tale quantità di statue, iniziarono a fare ricerche.

Scoprirono così che la popolazione aveva iniziato a perdere il controllo della loro vita e società arrivando a implodere quando tutto ciò che accadeva sull’isola iniziò a ruotare attorno alla costruzione di queste inutili sculture portando alle conseguenze già presentate in precedenza.

Quando ho letto l'articolo che spiegava la loro storia mi sono chiesta perchè non si fossero fermati e ho visto, come gli autori dell'articolo, una pericolosa somiglianza con la nostra civiltà.
Come ho già detto, questo articolo mi è servito per un esame e più precisamente una delle due tesine richieste per un esame. Quì mi sono ritrovata a dover argmentare i miei dubbi su questa vicenda e ve li racconto quì sotto.

Al momento la strada intrapresa dalla nostra civiltà è la stessa dei polinesiani purtroppo.
Vengono continuamente creati oggetti e tecnologie sempre più imponenti solo per mero svago e senso di superamento di un passato visto come troppo semplice e squallido ma, in realtà, molto più vero e eco sostenibile nel quale tutti venivano impiegati per mansioni necessarie alla sopravvivenza dignitosa e tutto ciò che non lo era veniva lasciato per le poche ore di svago giornaliere.
La vita delle persone vissute nel secolo scorso, sicuramente era molto più dura di quella odierna, ma trovavano vera gioia nelle cose più semplici, quando ora, pur con la creazione di mille ninnoli inutili, non si trova sollievo da una vita reputata sempre troppo pesante a causa del ritmo frenetico che ci siamo auto imposti negli anni volendo preferire le macchine agli uomini. Il nostro sviluppo è quindi un vortice tecnologico senza fine in cui siamo impigliati volenti o nolenti. Questo ci porta ad essere sempre più frustrati dalla vita più semplice che i nostri nonni potevano soltanto sognare ma che non avrebbero mai voluto conoscendone l’insignificante sapore che ci lascia in bocca e che viene accettato asetticamente col tempo finendo per diventare un amaro rimpianto della non-vita vissuta.

Oppure vissuta in un mondo allo sbando in cui quando le persone non vengono più ritenute tali se provenienti da altri paesi “non degni” dai piani alti dello stato, quando queste persone sono viste come oggetti da utilizzare e spostare a piacimento a causa del loro stato di povertà, quando per ideologie religiose si uccide e con questi attentati si crea il panico costringendo le persone a non vivere più per la paura costante, sicuramente si può comprendere che la civiltà non è più sulla retta via e per continuare a navigare bisogna ritrovare la stella polare costituita dalla ragione e dal sentimento di umanità.
Questi ovviamente non esistono quando muori di stenti, non solo se vivi in territori resi inospitali dai potenti del mondo con i loro sfruttamenti intensivi, ma ora perfino in stati considerati benestanti come il nostro nel quale, a causa della non più nobile arte della politica, i poveri son sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi. Così puoi vedere facilmente persone anziane rubare in supermercati o frugare nella spazzatura per sopravvivere quanto un ricco comprare auto come noi compriamo caramelle. Le persone ora valgono per quanto producono e tale considerazione si rispecchia in una società che aiuta solo chi ha denaro e lascia soli gli “invisibili”, come chi perde il lavoro a causa di trasferimenti all’estero di ditte per i costi troppo alti di lavoro e delle troppe tasse del nostro paese, chi è costretto a chiudere la propria attività per gli stessi motivi e chi dopo decenni di lavoro rimane con un pugno di mosche al posto della pensione per gli errori politici del passato.
Crediamo sempre più ne valore degli oggetti che in quello delle persone proprio come i polinesiani non rendendoci conto che fra poco arriveremo noi ad essere obsoleti perché non ci possono essere aggiunte funzioni e nemmeno possiamo essere sviluppati a piacimento di chi tira le fila del nostro mondo. Come i telefoni cellulari finiremo per cercare di contenere tutte le funzioni che ci chiede il mondo senza più utilizzare quella per cui siamo stati creati: per il cellulare le chiamate e per le persone la vita.

Così creiamo marchingegni sempre più sofisticati e somiglianti all’uomo senza accorgerci di quanto ci stiamo auto imprigionando in un futuro in cui il nostro sviluppo in ogni campo avverrà solo secondo lo sviluppo tecnologico che sta avanzando sempre più velocemente.
Non ci resta che provare ad uscirne con enormi sforzi, per scampare il pericolo di estinguerci come i polinesiani lasciando solo cianfrusaglie che, seppur bellissime come i moai, resteranno comunque sempre solo il simbolo dell’inutilità che quella gente venerava e che li ha portati all’autodistruzione.
E noi non vogliamo essere la Civiltà dell'inutilità 2.0, giusto?

Vi ringrazio per l'attenzione ai miei sentiti quanto banali ragionamenti
Voi che ne pensate? Lasciate un commento quì sotto!

Buona giornata e auguri a chi ha esami o qualciasi altra attività per cui siano d'aiuto gli auguri😉
Gaia💕

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