Amici o nemici?

“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura.Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina.
Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.
Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.”
A chi avete pensato? Io subito agli immigrati, agli zingari, mai avrei pensato che qualcuno nel mondo avrebbe scritto cose del genere degli italiani!
Ecco ho voluto iniziare così questo mio "articolo" perché oggi volevo parlarvi di uno spettacolo che ho visto ieri sera intitolato "Fratelli IN Italia" il quale nasce grazie alla collaborazione di vari uffici della diocesi di Padova.
„ e di cosa mi porto a casa da uesta esperienza.
Potrebbe interessarti: http://www.padovaoggi.it/eventi/cultura/fratelli-in-italia-teatro-padova-marzo-2018.html
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Il tema di cui trattava questo spettacolo era il fenomeno dell'immigrazione. Pensiamo tutti che sia iniziato solo ora ad essere un "problema" e che lo sia solo per l'Europa, giusto? Come avete constatato da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione al Congresso Americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti dell'ottobre 1912 poi riportata in un articolo dal New York Times e da me qui sopra, non è così. Purtroppo le persone spesso nei secoli sono dovute diventare migranti e anche noi italiani lo siamo stati. Ma se continueremo solo a pensare che i migranti sono tutti "brutti e cattivi",come scritto in questa relazione, non passeremo mai ad una pacifica convivenza. 
Ma torniamo allo spettacolo. Siamo stati portati a piccoli gruppetti davanti a dei cartelloni verticali, che facevano parte di una mostra itinerante intitolata "Restiamo umani oltre le paure", i quali raccontavano delle migrazioni con dati alla mano: voi lo sapevate che noi italiani siamo emigrati in tutto il mondo in una cifra esorbitante? E che gli immigrati in Italia solo in piccola parte sono richiedenti asilo mentre gli altri vorrebbero solo passare e andare in altri paesi europei o trovare lavoro anche qui? Sapevate che gran parte dei migranti sono di religione cattolica? 
Io non sapevo queste cose e ne sono rimasta molto sorpresa a riprova del fatto che non conosco molto delle migrazioni come credo molti altri miei connazionali.
Successivamente è iniziato lo spettacolo che con molta leggerezza ha parlato dei drammi che portano le guerre, la fame e la disperazione.
Voglio riportarvi due scene che sono quelle che più mi hanno colpito:
1. un ragazzo fa finta di remare su una piccola zattera e con se ha delle provviste. Nota poi una persona che si sbraccia lontano da lui per farsi notare. E' una persona di un'altra nazionalità e si vede. Il ragazzo comincia a pensare che lui si è a avere dell'accoglienza ma sulla zattera c'è posto solo per uno e poi non sa se basteranno le provviste per entrambi. Così, mentre la persona si avvicina a nuoto si trova nell'indecisione di usare il bastone che ha come remo per dargli una botta in testa e liberarsene oppure allungarlo per farlo salire a bordo. Ma quando se lo trova vicino si sveglia, era solo un sogno;
2. la scena è la stessa ma capovolta. La ragazza che prima era in mare ora è sulla attera e il ragazzo diventa il naufrago che si sbraccia urlando per chiedere aiuto. Ora sostiene di essere sempre stato in avere dell'accoglienza e che lo aiuti, ma quando arriva vicino alla zattera ecco che la ragazza gli da il bastone in testa e si sveglia.
Come è facile parlare non avendo provato quegli orrori, la fame, la sete, i soprusi, le violenze, e guerre.
Queste persone sono esattamente come noi e scappano per avere un futuro per se stessi e per i propri figli, cosa posso dir loro se non avete ragione?
Non lo so ancora come andranno le cose in questo mondo in cui poliziotti e ladri sembra si rincorrano scambiandosi i ruoli ma con questo spettacolo ho aggiunto un tassello alle mie idee e chissà che un giorno non potrà uscirne qualcosa di buono dal mio quadro generale su questo argomento!

Vi ringrazio dell'attenzione e se potete andate a vedere questo interessante spettacolo e lasciate un commento qui sotto con le vostre impressioni!
Allego il link con le prossime date  http://www.diocesipadova.it/fratelli-italia-lo-spettacolo/




Un abbraccio
Gaia💖


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