Freire... visionario invisibile

Vi domanderete da dove ho tirato fuori questo titolo, beh oggi vorrei parlarvi di un pedagogista che in realtà non ha intrapreso questa carriera per scopi lavorativi e di denaro ma per amore e indignazione e questo penso possa bastare a renderlo riboluzionario. E invisibile? È presto detto, in Italia Io non ne avevo mai sentito parlare se non ora che studio per diventare educatrice, invece dovrebbe essere conosciuto da tutti perche le sue idee per quanto semplici sono molto forti e potrebbero migliorare in quattro e quattr'otto il mondo odierno.

Quest'uomo era Paulo Freire, un brasiliano nato a Recife nel 1921 da padre spiritualista e madre cattolica praticante che gli insegnarono il dialogo ma che purtroppo non lo sottrarrono alla fame nella sua giovinezza anche a causa della morte prematura del padre e poi del fratello maggiore.

Una vita dura che lo portò a volersi concentrare sugli "straccioni" che secondo lui dovevamo emergere e non rimanere più oppressi dal mondo.


Non a caso negli anni 70 scrisse un'opera intitolata "Pedagogia degli oppressi" nella quale spiegava la sua idea, cioè liberare oppressi ed oppressori, attraverso l'umanizzazione, da una relazione che li vincola nel loro ruolo .

Ma facciamo un passo indietro.
Questo suo percorso nasce quasi casualmente, nonostante la sua predisposizione personale verso la materia, grazie al matrimonio con un'insegnante, Elza Maria Oliveira. Vista la sua laurea in giurisprudenza il suo cammino sarebbe dovuto essere un altro,  ma non gli dava l'orgoglio che voleva per la sua professione e l'incontro con Elza lo porta a conoscere la pedagogia, l'insegnamento e l'educazione che invece lo entusiasmano.
Inizia così un percorso di alfabetizzazione degli adulti (in un mese e mezzo ne alfabetizza 300 in un piccolo paese del
brasile) con il suo metodo che dava finalmente loro modo di essere liberi e poter conoscere e vivere veramente il mondo da soli.
Questo però lo porta ad essere un nemico politico con la caduta della pseudo-democrazia che vi era in Brasile, e lo condannò ad una reclusione a cui seguì l'esilio in Chile.

In questi 16 anni passati lontano dal suo paese, non si ferma con i suoi progetti e continua la campagna dell'alfabetizzazione diventando insegnante ad Harvard, "Consulente dell'Ufficio dell'Educazione" al Consiglio mondiale delle Chiese a Ginevra e , al suo ritorno in Brasile grazia alla nuova democrazia, Segretario di Stato dell'Educazione a Sao Paulo.
Tutto questo importantissimo lavoro educativo e pedagogico gli valse varie Lauree Honoris Causa da molte università fra le quali troviamo anche, nel 1988, l'Università di Bologna.

Tornato in patria e immerso nel lavoro pedagogico,come già detto scrive varie opere tra cui il suo manifesto chiamato "Pedagogia degli Oppressi".
Morirà poi nel 1997 a Sao Paulo.

Vi è piaciuta questa importante storia?
Che ne pensate di questo personaggio fondamentale per la pedagogia?

Nei prossimi articoli vi racconterò le sue idee e la sua pedagogia.

Spero vi sia piaciuto 😊
Buona giornata💕
Gaia

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