Perchè si può sempre rifugiarsi in un sorriso...
Ciao a tutti! Oggi vi vorrei parlare di una persona speciale che mi ha accompagnato per tutta la vita volente o nolente perchè il destino ha deciso che dobbiamo incontrarci ad intervalli di 4/5 anni e a questo destino non possiamo scampare. La chiamerò DonnaVera96 per mantenere l'anonimato e perchè potrebbe davvero essere il suo soprannome.
Inizia tutto all'asilo dove, io e DonnaVera96, già ci odiamo e con le frasette classiche dei bambini ci gettiamo odio addosso l'un l'altra tanto che la bassa sopportazione della presenza dell'altra continua anche per il periodo delle elementari, anche se non passato insieme, ma che mi porta a quasi voler cambiare classe in prima media, quando, indovinate? Si, in classe mi sono ritrovata proprio lei, l'incubo della mia infanzia, con cui avevo paura iniziassero 3 anni di guerriglie. Ma fui brava e resistetti così tanto da capire che l'antipatia era infondata e potevamo addirittura diventare amiche. Gli anni delle medie passano in un soffio e ci ritroviamo alle superiori in città diverse ma, grazie ad amici in comune continuammo a vederci il sabato sera. Poi accade il patatrac: lei finisce d'urgenza in un acquario perchè non sta molto bene. No, non sono pazza e lei non è una sirena. L'acquario è il reparto di oncoematologia pediatrica dell'ospedale di Padova in cui, come dice lei"non si respira la stessa aria degli altri, come i pesci che respirano l'aria che è nell'acqua invece che l'aria del mondo esterno"In questo acquario la curano per quel brutto male che se la sta prendedo con lei, attaccato come un polpo allo scafo di una nave. Lui si sente invincibile con le sue piccole ventose, ma non conosce lei che, con il suo caschetto nero alla palla da bowling, si scaglia contro di lui e, con l'aiuto di un supereroe d'eccezione, il nano Jack e il suo magico pallone da calcio, scacciano questo intruso a colpi di pallonate uscendone vincenti anche se un po' malconci.
Sembra una bella favola ma avrebbe potuto non esserlo se non ci fosse stata nella mia amica/nemica di lunga data una forza sensazionale che, dopo le violente scosse inferte da questo male, si ricaricava con la presenza dei parenti più stretti (mamma, papà, zia e, durante il trapianto, fratello) ma anche con delle piccole attività che le facevano sentire meno la presenza di questo intruso e sentirsi meno rinchiusa in un acquario con le finestre sigillate.
Per esempio c'erano i clown che, con i loro spruzzetti in fiore e i loro fazzoletti a non finire, facevano ridere quei bimbi che di ridere non ne avevano più molta voglia. A Genova poi DonnaVera96, nei mesi dell'atesa per il trapianto, ha avuto un incontro particolare con un clown che ha reso l'aquario un po' più magico: durante una visita del papà (la mamma era sempre presente), i tre si trovavano nella stanza delle due donne e ...
"All'improvviso è entrato questo uomo vestito da clown e, come se niente fosse, si è messo a raccontarci un storia bellissima. Finita la storia, che già era magica di suo, in un attimo si è messo a fare delle bolle e quando sono andata per toccarle e far scoppiare mi sono resa conto che non lo facevano! Resistevano al tocco!"
E così in un attimo due adulti e una ragazzina si sono ritrovati a giocare com bambini con queste bolle solide arrivando a trovarsene le mani piene! Ma se la magia di questo momento non vi è bastata vi aggiungo la ciliegina sulla torta raccontata dalla mia amica
"Mentre giocavamo come bambini mi sono girata verso il clown e... non c'era più! Io e i miei genitori eravamo così intenti a giocare che lui è riuscito a scomparire senza farsi vedere! E' stato magico!"Così quelle bolle, che nell'acquario davano respiro alla mia amica ma con sua estrema tristezza, diventavano la sua fonte di gioia!
E ora vi lascio sulla scia di questo stupendo momento in un luogo che di stupendo ha veramente poco se non la storia di chi, come la mia amica, è riuscito a "rinascere".
Ma non temete vi racconterò altri retroscena di questo viaggio e delle attività che lo rendono più felice o almeno meno doloroso così magari qualche volenteroso (educatore o meno, in buona salute) può andare a conoscere e fare compagnia a questi stupendi pesciolini in difficoltà.
Un abbraccio
Gaia💕


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